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Estratti conto

Il conto con ogni controparte per periodo, i tre comandi di saldo, le copie salvate e il trasferimento del mese al conto proprio.

La voce Estratti conto mostra una card per controparte nel periodo scelto, più la card del trasferimento al conto proprio di quel mese. In cima ci sono il filtro del periodo, che offre i dodici mesi conclusi e si apre sull'ultimo, e la ricerca per nome della controparte.

L'estratto non si crea e non si chiude

È la cosa da sapere prima di cercare i pulsanti che su un documento contabile si cercano sempre.

Un estratto si deriva ogni volta che lo si apre: voci, importi e totali si ricalcolano dai titoli e dai movimenti, e uscendo non resta niente. Non c'è un comando Nuovo estratto e non c'è Genera, perché non c'è nulla da generare; non c'è una chiusura e non c'è una riapertura, perché non c'è un documento da far avanzare.

Ne seguono tre cose che si vedono nell'elenco:

  • le card non elencano gli estratti creati (non ce ne sono), ma quelli che esistono, calcolandoli;
  • una controparte che nel periodo non porta nessuna partita non ha un estratto da mostrare, quindi non ha una card;
  • l'ordine è quello del lavoro che aspetta: prima le card bloccate da voci senza importo, poi quelle da saldare, poi le saldate.

Attenzione: l'estratto esiste dal giorno successivo alla fine del periodo. Un periodo ancora in corso si legge, ma non si salda: il comando lo dice, e dice da quale giorno si apre. La cadenza del periodo (settimanale, decadale, quindicinale, mensile) si imposta sulla collaborazione.

Che cosa dice una card

Controparte, periodo, la sua cadenza, il saldo premi, il saldo provvigioni e il saldo totale, ciascuno col proprio verso: da ricevere, da pagare o a pareggio. Accanto al nome c'è lo stato, che non è un campo: si legge dalle voci del periodo.

StatoChe cosa dice
Da saldareNel periodo ci sono voci ancora aperte.
SaldatoOgni voce del periodo è chiusa.
Voci da definireAlmeno una voce provvigionale è senza importo, e blocca il saldo della sua sezione.
Nessuna voceNel periodo non c'è nessuna partita con quella controparte. Un documento così non ha una card nell'elenco: lo stato si vede solo aprendolo.

Il documento

Cliccando una card si apre il documento, in due sezioni, e la distinzione è quella da cui discende tutto il resto:

  • Premi, che è denaro di terzi: le girate rimesse e ricevute nel periodo;
  • Provvigioni, che è denaro tuo: le attive da fatturare e le passive da pagare.

Dentro ciascuna sezione le colonne sono cliente (il contraente del titolo, persona o azienda; un trattino dove l'anagrafica non si legge più), compagnia, numero di polizza, decorrenza, tipo, imponibile, lordo, data di incasso, stato, Dare e Avere. Nella sezione provvigioni ci sono in più premio netto, diritti e le due aliquote, perché sono i numeri da cui la cifra discende. In fondo la tabella dei totali: dare, avere e saldo di ciascuna sezione, più il saldo totale.

L'unità non è il titolo ma la singola obbligazione: un titolo può portare due voci verso la stessa controparte, una per sezione, perché nel titolo non si fonde niente. La competenza è la data di incasso: un titolo non incassato non ha competenza e non compare.

Il pulsante Stampa usa la stampa del browser e non lascia traccia. Sul foglio resta il solo documento: barra laterale, comandi, note, copie e differenze escono dalla stampa, perché quello che si trasmette alla controparte è l'elenco delle partite con i suoi totali, non gli appunti di chi lo compone.

In fondo alla pagina c'è la Nota sull'estratto, un appunto per chi rileggerà il periodo. Nessun calcolo la legge, resta modificabile anche dopo il saldo, e svuotando la casella si cancella.

Attenzione: il documento non è fermo. Si deriva dai dati a ogni lettura, e solo il saldo lo fissa in una copia. Chi stampa e trasmette deve saperlo.

I tre comandi di saldo

Il saldo registra un fatto accaduto (un bonifico sul conto separato, o un pagamento sul conto proprio) e chiude le voci che quel fatto ha estinto.

ComandoSu quali vociChe cosa scrive
Salda le girateLe voci aperte della sezione premiUn movimento sul conto separato per il saldo dei premi, con le sue imputazioni. Le date di girata sulle voci le scrivono le imputazioni.
Salda le provvigioniLe voci aperte della sezione provvigioniNessun movimento: quel denaro passa dal conto ordinario, che il patrimonio separato non registra. Scrive la data del pagamento sulle partite.
Salda tuttoLe voci aperte di entrambe le sezioniUn movimento solo per il saldo che ne risulta, con le imputazioni di tutte le voci, ciascuna con la propria natura.

Ognuno dei tre, nella stessa operazione, salva una copia dell'intero documento com'era, legata per sempre alle voci che ha chiuso: lo ricorda la nota sotto i pulsanti, che c'è anche quando sono spenti.

Prima di scrivere, la conferma mostra l'anteprima calcolata dal server con la stessa funzione che poi esegue: il movimento che nascerebbe, con tipologia e importo, e ogni voce del documento con l'esito che il comando le darebbe. Chiede in più la data del bonifico, che la sa solo chi guarda l'estratto conto della banca e non si deduce dal giorno in cui si registra.

Un comando spento dice perché. I motivi sono questi:

  • il periodo non è ancora concluso, e allora dice da che giorno l'estratto si salda;
  • nel periodo non c'è nessuna voce, o quella sezione non ha voci aperte;
  • ci sono voci da definire, e allora restano bloccati il saldo delle provvigioni e il saldo unico: il motivo è in rosso e dice che manca l'indicazione delle provvigioni sulla polizza;
  • è aperta una sola sezione, e allora il comando giusto è quello di quella sezione, non Salda tutto, che passa sempre dal conto separato.

Attenzione: il saldo è irreversibile. Nessun comando lo annulla. Dove c'è un movimento, un'imputazione sbagliata si corregge riassegnandola dal registro dei movimenti: la voce si riapre, e la copia resta com'era. Dove il movimento non c'è, cioè dopo Salda le provvigioni, non esiste un rimedio.

Voci da definire e saldi parziali

Una voce provvigionale senza aliquote si mostra da definire, mai zero: uno zero direbbe che quella partita non vale niente, che è un'affermazione, mentre qui non si sa. Vale anche sul foglio che si trasmette.

I totali che comprendono quella voce portano la scritta parziale e il conteggio delle voci da definire. Il rimedio è indicare l'aliquota sulla polizza, da cui si propaga ai titoli che ne sono privi: riaperto l'estratto, la voce è determinata e il comando torna disponibile.

Le copie salvate e le differenze

In fondo al documento ci sono le copie salvate, una per saldo, ciascuna con la data, il comando che l'ha prodotta, quante voci porta e il saldo. Aprendola si leggono le sue righe con cliente, numero di polizza, natura, esito e importo, coi valori di quel momento: il cliente è quello che aveva al saldo, e le copie salvate prima che la colonna esistesse mostrano un trattino. Una copia non cambia più.

Quando una voce già saldata non coincide più con la copia che l'ha pagata, il documento lo segnala nel riquadro Differenze rispetto alle copie salvate: ogni differenza nomina cliente, numero di polizza e natura della voce, con l'importo di allora e quello di adesso. È una riconciliazione interna e resta fuori dalla stampa.

Due casi da conoscere:

  • una voce già chiusa non si paga due volte: compare nel documento col suo importo intero e col segno di partita già regolata, ma i comandi non la toccano;
  • una voce che entra dopo il saldo resta aperta: una rata del periodo incassata più tardi compare aperta, il comando della sua sezione ricompare per lei sola, e il nuovo saldo salva una nuova copia.

Il trasferimento del mese

Ogni mese il sistema calcola quanto del conto separato è denaro tuo, e lo si sposta sul conto ordinario con un bonifico solo. È un estratto con una controparte particolare, tu stesso, e si raggiunge dalla sua card nell'elenco o dal collegamento Trasferimento del mese nella Dashboard.

Anche qui il conto si deriva e non si genera, ma a differenza dell'estratto con una collaborazione nessuna copia si salva: di persistente resta il solo movimento che regola il mese, perché non c'è un documento da concordare con qualcuno.

È sempre mensile, qualunque sia la cadenza degli estratti con le collaborazioni, e si apre il primo giorno del mese successivo per il mese appena concluso. Contiene una voce per ogni titolo su cui resta denaro tuo da trasferire:

VoceSegno
L'onorario proprio incassato sul conto separatoPiù il lordo
Le provvigioni attive lasciate nel netto di un saldo unicoPiù la provvigione
Le provvigioni passive pagate dal netto di un saldo unicoMeno la provvigione

Quello che è già stato trasferito per quel titolo si toglie sempre. Non ci sono i premi, che sono denaro di terzi, né le provvigioni saldate a parte, che non passano dal conto separato, né gli onorari di altri intermediari, che si girano e non si trasferiscono.

La finestra comprende tutto quello che resta da trasferire fino all'ultimo giorno del mese, anche dai mesi prima: una voce non trasferita a marzo ricompare ad aprile. Registra il trasferimento chiede la sola data del bonifico, che può cadere fuori dal mese regolato, e scrive il movimento: un giroconto se il totale è positivo, un versamento dal conto proprio se è negativo, un movimento da zero se le voci si compensano, perché senza di esso quelle partite tornerebbero nel mese dopo all'infinito.

Attenzione: un mese non si trasferisce due volte, e il comando sparisce appena il mese è regolato, lasciando al suo posto la data del bonifico. Se dopo il bonifico qualcosa si muove, il documento lo segnala e quelle partite rientrano nel trasferimento del mese successivo.

Chi trasferisce prima della fine del mese usa il giroconto dal registro dei movimenti: offre i titoli con denaro tuo da trasferire, ciascuno per quanto ne resta, e quello che trasferisce così esce dal trasferimento del mese.

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